sabato 11 agosto 2007

ROCCA CASTELLO (m 2.453): Sigismondi

Sabato 11 agosto 2007



Io e Paolo




"Paolo, andiamo a farci una via io e te, domani?"
OK, ci troviamo a Dronero e risaliamo la Val Maira, in direzione di Chiappera.
Parcheggiamo, scambiamo due parole col noto alpinista cuneese Svevo Mondino, in partenza per l'Aiguille du Chambeyron (m 3.412) ed iniziamo l'avvicinamento.
Il Gruppo Castello-Provenzale incombe su di noi:


Siamo quasi al Colle Gregouri (m 2.320) quando ci imbattiamo in una famigliola di camosci (o rupicapra, come li chiama Mauro Corona...).

Ecco la parete est della Rocca Castello (m 2.453), alle 8,30 in pieno sole; saliremo la via Sigismondi (III+ AD 180 m), che risale la parete e poi la cresta nord, fino in vetta:

Alla nostra sinistra, la Punta Figari (m 2.345): Manu, Simo e Manu oggi saliranno la via dei Genovesi Est.

Il mio compagno di cordata, PsicoPaolo:


Alle 9,00 precise mi stacco da terra e inizio a salire il primo tiro (III); a sorpresa, oltre a qualche chiodo, sulla via troviamo anche degli spit e soste nuove di zecca.


Ecco quella di partenza:


Prendiamo quota rapidamente, anche perchè le difficoltà tecniche sono contenute.

La giornata è splendida, dal punto di vista metereologico: dettaglio fondamentale per arrampicare sulla quarzite del Gruppo Castello-Provenzale, dove bastano poche gocce d'acqua ad impedire salita e spesso discesa dalla parete...

Ci alterniamo in testa: nel secondo tiro (II) Paolo obliqua a sinistra e dopo 20 m si ferma in sosta.

Poi vado avanti in un traverso di 40 m molto facile, a tratti cammino e raggiungo una sosta su spit.

Paolo sale il quarto tiro (III+), che ci porta quasi in cresta.


E qui viene il bello: mi alzo di un paio di metri, facilmente, ed arrivo ad afferrare letteralmente il filo della cresta; dall'altra parte, lo sguardo precipita per centinaia di metri, nell'ombra della parete ovest.


Alla mia sinistra, la cresta si impenna, verticale (III+): salgo, trovando qualche chiodo, in esposizione totale.

Fantastico!


Trovo una buona sosta su spit e recupero Paolo:

Poi parte lui, percorre la cresta e sosta sotto un risalto.

Le difficoltà tecniche diminuiscono, resta l'esposizione incredibile, il vero sale di questa via.

In breve siamo in vetta alla Rocca Castello!


Per me è la seconda volta, la prima dopo l'incidente di un anno fa: l'ultima volta che siamo stati qui, infatti, il temporale ci ha impedito di chiudere la via (Solo per Bruna).


La vicinissima e piatta vetta della Torre Castello (m 2.448), raggiunta per la prima volta con un incredibile lancio di corda dalla vetta della Rocca:


A sinistra, il Brec de Chambeyron (m 3.389), a destra l'Aiguille du Chambeyron (m 3.412):


Eccoci alla croce di vetta, sotto un sole splendido; sono le 12,15:


Dopo la sosta in vetta, ecco le famigerate doppie della Castello, lungo la via Balzola.
Ecco il diedro dove si incastrò la corda che mi fece risalire e... volare!



Ed ecco il terrazzino (sosta comune tra le vie Spigolo Maria Grazia e Balzola) dove ho arrestato il mio volo, dopo ben 15 m!



Anche stavolta abbiamo problemi di corda incastrata con le calate, ma ora è primo pomeriggio e non sera inoltrata...


La vicina Punta Figari:


L'ultima vertiginosa calata a corda doppia:



Alla base della parete ritroviamo Manu, Simo e Manu, grande arrampicatore (rispetto a noi) che conosco per la prima volta e torniamo alle macchine, non senza un ultimo sguardo al grandioso Gruppo Castello-Provenzale, vera perla del cuneese, fortunatamente ancora non molto conosciuta:



E per finire... Io, Manu e Paolo chiudiamo la giornatona alla mitica Trattoria del Ponte a Cartignano!!! Grande idea di PsicoPaolo!!!

sabato 4 agosto 2007

BREITHORN CENTRALE (m 4.160) - BREITHORN OCCIDENTALE (m 4.165): Traversata



Sabato 4 agosto 2007



Io e Paolino l'Alpino




Dopo un po' di indecisione del venerdì, decidiamo: si va in alta quota!
La Cordata Varicocele è di nuovo a ranghi ridotti: io ci sono sempre :-)
Partiamo poco prima delle 5,00; sosta a Scarmagno per mangiare il mio solito Apollo & Coca, poi a Cervinia, dove saliamo con le prime corse a Plateau Rosa.
Eccoci di nuovo qui, al cospetto dei giganti del Vallese: da sinistra, Obergabelhorn (m 4.063), Zinalrothorn (m 4.221) e Weisshorn (m 4.505):



Sua Maestà il Cervino (m 4.478) e, alla sua destra, la Dent Blanche (m 4.357):


Il Monte Bianco (m 4.810) ed il Gran Combin (m 4.314):



La Dent d'Hérens (m 4.171) ed il Cervino:

Il profilo destro della Gran Becca è la Cresta dell'Hornli (III AD) e, alla base della cresta, si vede il rifugio, la Hornlihutte (m 3.260).
Noi risaliamo lungo le piste da sci, fino al Colle del Breithorn.


La giornata è strepitosa, dal punto di vista meteo.
Le due cime che vogliamo raggiungere: da sinistra, il Breithorn Occidentale (m 4.165) ed il Breithorn Centrale (m 4.160).

Breithorn Centrale (m 4.160), Breithorn Orientale (m 4.141), Punta 4.106 (m 4.106), Roccia Nera (m 4.075), Lyskamm Occidentale (m 4.481), Lyskamm Orientale (m 4.527), Polluce (m 4.091) e Castore (m 4.221), visti oltre il Grande Ghiacciaio di Verra:



Le scintillanti pareti ghiacciate del Rosa:

Abbandoniamo la traccia autostradale che sale all'Occidentale e puntiamo al Centrale:


Ed eccoci in sole due ore al colle tra le due vette, all'incirca dove la bufera ci ha fermati un mese fa:


Ci volgiamo verso l'Occidentale, dove il vento crea strani giochi alzando la neve:


Poi riprendiamo a salire, su cresta sempre più affilata e vicino a cornici inquietanti:




Ed eccoci in vetta!



Per me è la 13-esima via alla cima di un Quattromila, l'11-esimo Quattromila scalato (ne mancano solo più 71...).


Io e Paolino proseguiamo oltre la vetta, lungo la cresta, per dare un'occhiata alla traversata integrale dei Breithorn (IV AD+):


Guardando la vetta che abbiamo appena raggiunto, capiamo che è meglio non sporgersi troppo sulle cornici nevose...
Impressionante la parete nord, dove tra l'altro corre una via di misto del nostro conterraneo Lino Castiglia, aperta con Ugo Manera.


Dopo le foto, torniamo al colle e risaliamo l'esile crestina nevosa che conduce al Breithorn Occidentale:


Ed eccoci ai 4.165 m della vetta, per me è la seconda volta: nel 2004 c'ero arrivato dalla Normale, ora dalla cresta est:

E' sempre un balcone incredibilmente panoramico, col bel tempo:


La valle di Zermatt:

Scendendo, grossi seracchi incombono dall'alto:


Alle 14,30 siamo già scesi a Cervinia, gironzoliamo e mangiamo... ma lo sguardo è sempre attirato dalla presenza magnetica del Cervino: