sabato 16 dicembre 2006

ROCCA NERA (m 2.318): Cresta del Vallone

16 dicembre 2006





Io, Manu, Paolino l'Alpino e Carlo



Bella salita, ottimo allenamento e scoperta di un angolo per me nuovo della valle Po: si tratta in particolare della valle laterale di Oncino.


Parcheggiamo in una borgata sopra Oncino (m 1.275) e partiamo,"armati" solo di ghette e ramponi; le racchette restano nel bagagliaio anche stavolta.

In realtà, nelle zone di accumulo si affonda un bel po'...



Il cielo alterna momenti grigi a sporadiche aperture:






La prima tappa è rappresentata dalla vetta del Monte Tivoli (m 1.791)





Poi, via, su per la Cresta del Vallone...






Fino in vetta!




Il poster della giornata:


Il nostro giro:

sabato 9 dicembre 2006

Monte BESIMAUDA (BISALTA) (m 2.231): Cresta Nord-Est



Sabato 9 dicembre 2006


Io, Manu, Paolino l'Alpino, Carlo e Paolo



La temperatura comincia a calare... ieri sera è nevicato... che facciamo?

Ma sì, regaliamoci una delle nostre realizzazioni all'insegna del "gran crinare"!

Cordata Varicocele quasi al completo: scoviamo su una guida di Parodi una via abbastanza ignota ai più, una galoppata in cresta piuttosto lunga, in versione invernale, e non proprio banale... La via percorre la Cresta Nord-Est del Monte Besimauda, meglio noto come Bisalta (m 2.231).
Parcheggiamo a Pradeboni, stessa partenza della via Normale: ottimo, in quanto abbiamo in programma l'anello, la traversata della Bisalta, salendo la Cresta Nord-Est e scendendo per la Normale.

Saliamo un lungo pendio fino ad intercettare la cresta, dove scatta la sosta con foto (in mezzo a noi, il Re di Pietra, il Monviso):





Si potrebbe sperare di essere in un altro posto, in questo momento?


Risaliamo verso l'anticima:


Finalmente, dopo quasi 5 ore, gli ultimi risalti rocciosi ci portano in vetta.






La nostra galoppata fa tappa in vetta, dopo 1.200 m di dislivello:

Ci aspetta la discesa lungo la via Normale, non banale fino al colle, a causa della neve che impedisce di vedere i "buchi" tra un masso e l'altro, che hanno fatto rinunciare le uniche due persone sulla montagna, oltre a noi cinque...



E' tardi, bisogna scendere, la Bisalta proietta la sua ombra lunga sulla pianura cuneese e torinese:



Occhio ad Hannibal Lecter!!!!!!



mercoledì 6 dicembre 2006

I Falliti



Sto per terminare la lettura di un grande libro, scritto da un grande alpinista-pensatore dei giorni nostri.

I Falliti e altri scritti è una sorta di antologia, una raccolta del pensiero di Gian Piero Motti, che si evolve di pari passo con la sua crescita alpinistica, terminata bruscamente nel 1983 con il suicidio.


Gli aspetti di quest'opera che più mi hanno colpito sono, in rapida sintesi:


  1. la scoperta di un ambiente ricchissimo, quello dell'arrampicata delle valli torinesi degli anni 70-80, sia dal punto di vista umano, che alpinistico: mi è piaciuto molto leggere capitoli ambientati nel gruppo Castello-Provenzale, nel Briançonnais, a Rocca Sbarua, posti in cui abbiamo arrampicato anche noi, anziché le solite grandi imprese sulle grandiose pareti del Bianco, del Cervino o dell'Himalaya.


  2. La conoscenza di una fase importante e rivoluzionaria dell'alpinismo italiano, di cui avevo sempre sentito parlare (I Falliti, Il Nuovo Mattino).


  3. Parlando di un alpinismo pieno, completo e consapevole, riporto qualche frase significativa: "E nemmeno voglio passare per un amante del rischio, nemico di coloro che rendono sicuri i punti di fermata in palestra. Trovo idiota e senza senso rischiare su dei chiodi a pressione mal piantati: se serve un chiodo a pressione o uno spit, lo si pianti a dovere in modo che dia tutte le garanzie di sicurezza. In questo senso onore al merito al lavoro che è stato fatto a Foresto. Ma il mio discorso è più sottile e chi lo ha voluto capire lo ha capito: è l'estensione di questa mentalità che mi preoccupa, perchè porta l'arrampicatore a una sorta di illusione, ponendolo poi in situazioni fortemente critiche quando si verrà a trovare di fronte a vie schiodate (non sempre i nut possono sostituire un chiodo), all'eventualità di attrezzare un punto di fermata difficile o peggio una calata in corda doppia, al cui ancoraggio affidiamo tutta la nostra esistenza, ottavo-gradisti o terzo-gradisti che si sia. A volte cercare troppo la sicurezza può portare proprio al risultato contrario: l'intento è in buona fede, ma alla fin fine produce l'effetto negativo di illudere disabituando al pericolo, che in montagna, non dimentichiamolo, esiste sempre." Dedicato a...


Gian Piero Motti

sabato 2 dicembre 2006

LA ROCCARINA (Chiusa Pesio): Lucertolina + Monde Zay + A Casa Ti Meno


Sabato 2 dicembre 2006


Io, Manu, Paolo e Simo


Sabato freddo e uggioso... che si fa?

Abbiamo fame di roccia, pensiamo a qualche falesia non troppo distante, visto che la sera prima abbiamo tirato tardi (serata spettacolare di Patrick Gabarrou a Boves (CN), tutta incentrata sul Cervino).

Quando però sono già le 9,30, la temperatura è ancora ferma a 3,5 °C... fresca, diciamo!

Allora pensiamo a Finale, ma le guide di arrampicata FINALE Y2K sono rimaste in macchina ad Alba... In più, se stiamo in zona viene anche quel pazzo di Paolo.

OK, fanculo al freddo: andiamo a scoprire la piccola falesia di Chiusa Pesio, La Roccarina, dove non siamo mai stati!

Abbiamo salito buona parte delle vie (sono una ventina in tutto), tolte ovviamente quelle più cazzute, fino al 7a...





Io salgo queste vie:




  • Lucertolina (3c)





  • Monde Zay (4c)





  • A casa ti meno (6a)

Questa è A casa ti meno (6a): è il mio terzo 6a salito da primo



Facciamo la conoscenza del mitico Gianfranco Bertolotto, autore del libro Andante Antigravitazionale e tra gli scopritori di questa falesia, essendo nato e vissuto a Chiusa Pesio.

venerdì 1 dicembre 2006

Il sogno...




E' il Pizzo Badile (m 3.308).


Ho un chiodo fisso: il favoloso Spigolo Nord (IV+ D 1.100 m), via definita tra le più belle dell'intero arco alpino, aperta nel 1923.




L'obiettivo per la Varicocele sarebbe... non bivaccare in parete!


Vi anticipo qualcosina... visto che me la menate sempre con 'sto Badile!

Bivacco all'attacco dello Spigolo:




I primi tiri:



Roccia sempre ottima:



L'arrampicata è varia: cresta, diedri e placche:

Sul filo, in esposizione:




La vetta:



Il bivacco Redaelli posto poco sotto la vetta:


Le calate in corda doppia:

sabato 25 novembre 2006

ROCCA LA MARCHISA (m 3.071): via Normale



25 novembre 2006




Io e Paolino l'Alpino



Finalmente!!!


Dopo 3 tentativi le stagioni scorse, abbiamo salito Rocca La Marchisa (m 3.071) in condizioni invernali.

Partiti dal Rifugio Melezé (m 1.812) alle 8,30, dove troviamo già un po' di neve, io e Paulin saliamo abbastanza bene, nonostante la mancanza di allenamento escursionistico...

Si tratta pur sempre di 1.250 m di dislivello, per di più nella neve.

Carlo dà forfeit: essendo questo il suo campo di azione preferito, sicuramente il dentista la sera prima deve avergli fatto molto male, per farlo desistere...


Siamo carichi come muli, come sempre: non sapendo esattamente quantità e qualità della neve che troveremo, portiamo racchette da neve e ramponi.

Come sempre, specie in inverno, non incontreremo anima viva per tutto il giorno...

All'inizio non c'è molta neve...


Alle nostre spalle, nonostante le previsioni infami, il sole fa capolino illuminando il Mongioia ed il Monte Salza.




Saliamo abbastanza veloci, non usiamo né racchette, né ramponi; portiamo tutto a spalla, poi al Colle di Vers (m 2.862), il colle maledetto, dove si sono infrante tutte le "spedizioni" precedenti, molliamo gli zaini e proseguiamo solo con i ramponi.



Sono le 11,30.

Di qui, l'altezza della neve aumenta fino a circa 40 cm, ci apriamo un varco e saliamo verso la vetta, in mezzo a rocce imbiancate da cristalli di neve e brina, formati dal vento e inclinati nella sua direzione.

Finalmente, alle 12,30, la vetta!





Liberatici dai pesi morti (Manu, Fabri, Carlo, Paolo) delle precedenti spedizioni, il gioco è fatto!!!

Ih ih ih ih :-) :-) :-)


La vetta presenta due cime: oltre a quella vera e propria, una crestina conduce ad un'altra croce (no-comment... :-( )